martedì 29 aprile 2014

EMP (I)

“Hanno sprecato una bella quantità di giovane carne patriottica per saggiare qualche nuova tecnologia. Più tardi risultò che sapevano delle difese russe. Sapevano degli EMP, le armi ad impulso magnetico” (cap 2 pag 37)
Le armi ad impulso elettromagnetico sono strumenti utilizzati per mettere fuori uso i componenti elettronici presenti una determinata zona.
Storicamente, la possibilità dell'utilizzo di impulsi elettromagnetici è legata agli esperimenti effettuati negli anni '60 sulle esplosioni nucleari ad alta quota: infatti, durante le detonazioni, si generava un forte campo magnetico, simile ad un’onda d’urto e in grado di indurre elevate correnti nei dispositivi elettrici e elettronici situati a grandi distanze. Da questi esperimenti si dedusse la possibilità di ottenere pesanti danni su vasti territori senza causare direttamente perdite di vite umane, ma rendendo inefficienti o distruggendo completamente i sistemi elettrici ed elettronici nemici.
Al giorno d'oggi, invece, si cerca un metodo per l'utilizzo di queste nuove armi senza il contributo di ordigni nucleari.

domenica 27 aprile 2014

Una rivoltella Magnum (I)

“Era una rivoltella a canna corta, una Magnum con la canna talmente segata da essere ridotta a un moncone. La parte anteriore della guardia del grilletto era stata limata parecchio e l’impugnatura era rivolta in quello che pareva vecchio nastro isolante.” (cap 2 pagg 36-37)
In realtà, Magnum non indica una particolare pistola, ma un tipo di munizioni, quindi il calibro.
Queste munizioni (ad esempio la famosa .44 Magnum), rinforzate nel bossolo nella carica, essendo troppo potenti per pistole normali, hanno imposto la costruzione di armi più robuste e solide adatte a sparare la cartuccia Magnum, le quali in seguito ne hanno preso il celebre nome.

Le capacità di Molly (II)

“Sono le 2:43:12, Case. Ho un display nel nervo ottico” (cap 2 pag 34)

Le capacità di Molly (I)

“Posso vedere al buio, Case. Amplificatori di immagine microcanalizzati dentro gli occhiali.” (cap 2 pag 34)

Granchio-robot giardiniere

“Un giardiniere, una specie di grosso granchio metallico, curava le piante. […] Il granchio-robot si spostò verso di loro, avanzando lungo le ondulazioni della ghiaia. Il suo carapace di bronzo avrebbe potuto avere mille anni. Quando arrivò ad un metro dagli stivali della ragazza sparò un raggio, poi si immobilizzò per qualche secondo, analizzando i dati ottenuti. […] Il granchio aveva cambiato direzione per evitarla…” (cap 2 pagg 31-32)
Il robot citato è simile, non per l'aspetto, ai moderni robot utilizzati per tagliare l'erba. Questo, però, è più avanzato e tecnologico per la capacità di evitare gli ostacoli tramite un raggio laser (come quello delle fotocellule) e non come avviene per i robot giardinieri dei giorni nostri, ovvero per mezzo di un cavo perimetrale elettrificato predisposto.

Il corpo di Molly

“Case si rese conto che gli occhiali erano innesti chirurgici che sigillavano le orbite. Le lenti argentate parevano crescere direttamente dalla pelle liscia e pallida sopra gli zigomi, incorniciate dai capelli scuri arruffati. Le dita serrate intorno alla Fletcher erano molto fini, candide, con le unghie di un lucido borgogna. Parevano artificiali. […] Tese le mani in avanti, il palmo rivolto all’insù, le dita bianche leggermente allargate, e con un clic appena percettibile le lame di dieci bisturi a doppio taglio, lunghe quattro centimetri, scivolarono fuori dai loro ricettacoli sotto le unghie color borgogna. Molly sorrise. Le lame si ritrassero lentamente.” (cap 1 pag 28)
Come anticipato nei post precedenti, ecco finalmente una delle prime descrizioni fantascientifiche degli innesti chirurgici impiantati in uomini e donne comuni: lenti al posto degli occhi e lame all'interno delle dita delle mani.
Sebbene siano inverosimili e mai sperimentate nel mondo reale, queste modificazioni del corpo di Molly rappresentano il traguardo raggiunto dalla tecnologia, dalla scienza e dalla chirurgia nel libro ma, in particolare, rappresentano le aspettative proprie dell'autore e dell'intero mondo scientifico a lui contemporaneo: in questo, Gibson è stato influenzato dal trapianto del primo cuore artificiale avvenuto nel 1982, una delle prime macchine impiantate nel corpo di un essere umano.

venerdì 25 aprile 2014

Il fucile del brasiliano

"Case lanciò un’occhiata verso l’altro lato della sala e vide il brasiliano in piedi sul bancone che stava puntando un fucile Smith & Wesson da sommossa contro il terzetto. La canna, di una lega sottile come un foglio di carta e avvolta in un chilometro di filamento di vetro, era larga abbastanza da inghiottire un pugno. Il caricatore esterno rivela cinque grosse cartucce arancioni, gelatina subsonica, tipo sacchetto di sabbia.” (cap 1 pag 25)