“La prima freccia gli trafisse l’avambraccio. […] La seconda freccia centrò in pieno il fucile, mandandolo a rotolare sopra le piastrelle bianche. […] Hideo uscì dalle ombre, una terza freccia pronta nell’esile arco di bambù. […] L’arco di bambù era un pezzo da museo, ma la faretra nera che sporgeva dalla spalla sinistra sembrava uscita dal miglior negozio di armi di Chiba." (cap 22 pagg 246-247)L'arco e le frecce sono armi utilizzate fin dall'antichità e, più precisamente, dal Paleolitico.
Il suo funzionamento è semplice: la freccia, agganciata un una corda tesa alle estremità di un bastone ricurvo ed appoggiata in orizzontale al "rest", viene abbandonata e l'energia potenziale elastica accumulata dall'arco viene ceduta a quest'ultima sotto forma di energia cinetica.
L'evoluzione di questa formidabile arma, utilizzata nella maggior parte delle battaglie fino a prima dell'introduzione delle armi da fuoco, è partita dalla necessità di uccidere prede per sopravvivere, nata con l'uomo stesso.

Tutte queste modificazioni portarono alla costruzione dei moderni archi, i "compound", molto più potenti dei loro predecessori, in quanto funzionanti per mezzo di carrucole eccentriche (camme) che aumentano notevolmente la forza al momento di scoccare la freccia, e più precisi per gli stabilizzatori.
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